DEF – Documento di Economia e Finanza

La storia

Il DEF è stato istituito con la legge n.39 del 7 aprile 2011 dal governo Berlusconi. Alla base di quella riforma c’era la necessità di adeguare la programmazione degli obiettivi economici e finanziari alla normativa europea per quanto riguardava tempi di presentazione e procedure.
In realtà il DEF è stato introdotto per la prima volta nel nostro paese con la riforma della legge di contabilità del 1988 (l. 362/1988) e all’inizio si chiamava Documento di programmazione economico finanziarie (DPEF). Successivamente fu modificato con la l. 196/2009 e chiamato Decisione di Finanza Pubblica (DFP).

Che cos’è il DEF

Il DEF è il principale strumento con cui si programma l’economia e la finanza pubblica in Italia. Ogni Governo deve stilare e far approvare dalle Camere un documento che indichi il piano economico e finanziario per i prossimi tre anni, nel quale vengono indicate le coperture a eventuali spese o le tasse di nuova introduzione.
Il DEF è composto da tre sezioni:
– “Programma di Stabilità dell’Italia”, curata dal Dipartimento del Tesoro;
– “Analisi e tendenze della finanza pubblica”, di competenza del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato;
– “Programma Nazionale di Riforma”, curata dal Dipartimento del Tesoro d’intesa con il Dipartimento delle Politiche europee.

Tempi e modi

Il DEF è considerato lo strumento fondamentale per tenere sotto controllo il bilancio dei vari Stati e rappresenta il punto d’incontro tra politica nazionale e l’Unione Europea.
La data di scadenza per il via libera al DEF è fissata da Bruxelles (di solito ad aprile) e vale per tutti i paesi membri. E’ una procedura che mira a favorire il coordinamento delle politiche economiche dei singoli paesi prima del varo delle relative leggi di bilancio.
Una volta approvato dal Consiglio dei ministri, il DEF  viene trasmesso alla Commissione europea e in Parlamento.  Il via libera da parte dell’assemblea della Camera e del Senato avviene sotto forma di una risoluzione, che equivale a un atto di indirizzo politico, che formalmente assume carattere vincolante per il governo.
Il percorso di approvazione del DEF da parte del Parlamento si intreccia con le procedure previste in sede europea. All’inizio di giugno, sulla base dei documenti programmatici predisposti da tutti i governi, la Commissione UE elabora le raccomandazioni di politica economica e di bilancio rivolte ai singoli paesi. A giugno spetta al Consiglio Ecofin (che riunisce i ministri finanziari di tutti gli stati membri) approvare le raccomandazioni predisposte dalla Commissione.
Dato che si tratta di un testo programmatico, il DEF non ha comunque forza di legge: per questo le misure in esso illustrate possono essere ritoccate e modificate, a volte anche in modo significativo.
Nella seconda metà dell’anno scatta la fase di approvazione vera e propria delle leggi di bilancio, che dovrebbero rispettare il percorso delineato dalle raccomandazioni messe a punto da Bruxelles.

DEF 2018 – Documentazione

Scarica i documenti dal sito del MEF

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