Giorno del Ricordo – riflessioni e proposte

Con la legge 30 marzo 2004 n. 92 è stato istituito il Giorno del ricordo, una solennità civile nazionale italiana celebrata il 10 febbraio di ogni anno.

“La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
Nella giornata di cui al comma 1 sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado.”

Segnaliamo di seguito alcune letture e riflessioni utili per la preparazione di iniziative.
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Le follie natalizie di Charles Dickens

Tutti conoscono la storia di Scrooge, lo spietato e avaro mercante che grazie a tre fantasmi si trasforma in un uomo generoso. Ma pochi forse sanno che Canto di Natale – il racconto che ha provocato più gioia e sollievo di qualsiasi altro testo narrativo – creò molti problemi economici a Charles Dickens, lo costrinse a fare cinque cause in tribunale e fu il motivo principale per cui nel 1844 decise di trasferirsi in Italia con la famiglia. Fu lì che cominciò a mettere fine ai suoi guai.

da Internazionale

Centro Internazionale di Studi Primo Levi

http://www.primolevi.it/Web/Italiano

Il Centro internazionale di studi Primo Levi promuove la conoscenza di Primo Levi, testimone di Auschwitz, scrittore fra i più noti dell’Italia contemporanea, chimico e intellettuale sempre attento alle domande delle nuove generazioni. In questo si rivolge sia ai cultori di discipline umanistiche e scientifiche, sia al vasto pubblico di chi, fra i giovani e i meno giovani, può apprezzare la sua opera, il suo pensiero e la sua personalità.

David Foster Wallace lettore, insegnante e filosofo

https://www.internazionale.it/opinione/christian-raimo/2018/09/08/david-foster-wallace

di Christian Raimo

Cosa avrebbe scritto David Foster Wallace a proposito dei social network? Come avrebbe raccontato il movimento Occupy Wall Street? E l’elezione di Donald Trump? E la crisi della democrazia rappresentativa? E il #MeToo? C’è una dolorosa ovvietà nel constatare il vuoto di riflessione e d’immaginazione, di parole, di concetti inediti, di quella complessità febbrile che ha lasciato uno scrittore come lui, nel racconto e nell’analisi del mondo. Il Wallace sempre politico, sia quando interveniva nel dibattito pubblico sia quando scriveva romanzi, racconti, saggi, reportage. L’autore che genera allo stesso tempo ammirazione e inadeguatezza in chi lo legge.