La scomparsa dello sguardo

di Paolo Mottana

Guardandomi in giro non trovo più sguardi. Né quelli apatici di chi rotola mesto al lavoro. Né quelli garruli di chi rimugina una qualche fortuna. Né quelli torvi di chi odia il prossimo ( e anche il distante), né quelli curiosi di chi ti esplora con attenzione, né quelli timidi di chi guarda di sfuggita, obliquamente, o, talora, in tralice.
La verità è che l’esperienza di guardare ed essere guardati è totalmente tramontata. Non perché si sia diventati ciechi. Assolutamente no. Semmai perché gli occhi sono stati ingoiati da quei prodigiosi apparecchi che sono i moderni cellulari. Piccoli, maneggevoli e potentissimi strumenti di alienazione terminale dello sguardo.
Osservo le persone in auto, dal momento che vi trascorro ahimè molto tempo. Una percentuale altissima è al cellulare, alcuni per parlare (per un tempo incredibilmente interminabile, mi chiedo sempre su quali conti vadano chiamate di tale lunghezza), altri per vedere, digitare, accarezzare per far scivolare le molte finestre e finestrine e finestrinine dell’ingegnoso strumento.

Per strada, sugli autobus, nelle stazioni è anche peggio. Ovunque non si incontrano più sguardi ma corpi immersi nel flusso microscopico e magnetizzante dei loro cellulari.

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SocietàMutamentoPolitica – rivista

http://www.fupress.net/index.php/smp/index

SocietàMutamentoPolitica is a journal of sociology. It includes theoretical and empirical studies of social phenomena in the belief that the interweaving of society and politics is of crucial analytical importance. Sociology is a form of knowledge that works alongside other social sciences and offers a rational tool for a critique of society and for the development of good government. The main aim of SMPis to encourage an exchange of views among sociologists by promoting open debate and encouraging the young to undertake new research.

InTrasformazione – rivista di storia delle idee

http://www.intrasformazione.com/index.php/intrasformazione/issue/view/13/showToc

La trasformazione in cui siamo immersi è una straordinaria risorsa. Mai come ora gli intellettuali hanno la chance di riconfermarsi nel ruolo d’inventare parole nuove, variare quelle che ci sono state tramandate, mandare in soffitta quelle che non servono più se non a perpetuare miraggi che affollano il nostro popolato orizzonte. Un gruppo di studiosi di almeno tre generazioni per lo più storici, filosofi e politologi ,con questa rivista si assume il compito di continuare a fare il mestiere che gli è proprio, slargando le competenze, non impedendosi invasioni di campo, relativizzando i saperi, annullandone gerarchie e confini, mettendosi in trasformazione, addestrando le parole-chiave avvertite come vecchie contro se stesse.